Prodi VS Dini: «spunti di cui terremo conto»
Risulta difficile decidere se ridere o piangere. Siamo a fine 2007 e l'esimio Presidente del Consiglio Romano Prodi all'ultimatum di Lamberto Dini risponde «spunti di cui terremo conto». E questa risposta arriva all'incirca mentre viene fotografato sulle piste da sci, infagottato nella sua nuova tuta super teconlogica (lo scorso anno era stato tacciato d'esser antiquato e quindi era d'obbligo il rinnovo del guardaroba) e mentre gli italiani si preparano a questo 2008 che già sanno costerà loro parecchio di più (tra utenze, benzina, caro muti, etc. si parla di circa 1.700 euro in più a famiglia) senza che dal Governo venga un minimo di rassicurazione sulle misure da adottare.
In fin dei conti al Governo ed a Romano Prodi, una volta approvata la Finanziaria 2008, cosa importa se urtano la sensibilità di quelle famiglie che fanno fatica ad arrivare alla terza settimana del mese senza doversi indebitare? Loro, i politici tutti, tra auto blu, telefoni rossi, aerei bianchi e rimborsi spese dorati non si sentono minimamente responsabili se la spesa pubblica italiana è incontrollabile e pesa proprio sulle tasche di quelle famiglie che a fatica arrivano a fine mese. E si fanno fotografare in nuove tute da sci, in località montane rinomate, partono per luoghi esotici e rinviano tutto a questa fantomatica verifica di metà gennaio. Verifica che se si terrà nuovamente nella tranquillità della Reggia di Caserta costerà agli italiani altri bei soldoni.
Ma vediamo per gradi l'oggetto di questo scontro in seno alla maggioranza:
- Dini già da tempo lamenta il suo dissenso e assicura il voto alla finanziaria solo per evitare commissariamenti e dà tempo al governo sino alla verifica di metà gennaio per cambiare rotta;
- Lamberto Dini e Natale D'Amico (entrambi senatori eletti nella maggioranza) scrivono una lettera (pubblicata sul Corsera) a Romano Prodi ed elencano sette punti inderogabili da perseguire subito dopo la verifica «...per fermare il declino dell'Italia e riavviarla sulla strada dello sviluppo.» Vediamo cosa propongono/pretendono i due senatori;
- Una decisa azione per la riduzione della spesa pubblica, ad esempio tagliando il 5% dei lavoratori pubblici. (immaginatevi i vari Ferrero, Bertinotti, Diliberto, Giordano & Co. che al contrario pretendono la regolarizzazione di tutti i precari)
- il ridimensionamento delle persone che vivono di politica, ad esempio con abolizione delle province. (anche qui chissà come la pensa la sinistra radicale di tutte queste persone che non dovrebbero più pesare sui conti pubblici)
- una riduzione fiscale per i contribuenti, secondo un percorso graduale ma annunciato in partenza. (che dire.. per un governo che vive giorno per giorno, fiducia dopo fiducia, programmare una riduzione fiscale non penso sia cosa gradita. Soprattutto perchè per contribuenti si intende «tutti coloro che pagano le tasse», ergo: dipendenti, lavoratori autonomi, imprese grandi e piccole. Ovviamente la sinistra radicale non vede l'ora di potercisi dedicare)
- la rinuncia alle centinaia di programmi inconcludenti nei quali vengono disperse le risorse europee dei fondi strutturali, che lasciano il Meridione nella penosa situazione in cui si trova. (in tutta sincerità non capisco molto bene cosa vogliano dire... se ritengono che non siamo in grado di usufruire dei fondi europei, cosa che puntualmente avviene, non sarebbe meglio creare un albo cui iscrivere professionisti seri abilitati alla presentazione di domande certificate? Ci sarebbero meno domande da valutare, tempi più brevi perchè le domande sarebbero redatte secondo le direttive dell'albo, ci sarebbero dei professionisti cui addossare le responsabilità per eventuali truffe e via dicendo. Perchè rinunciare ai fondi europei quando invece ce n'è bisogno? Per incompetenza?)
- Realizzazione del sistema nazionale di valutazione dei risultati scolastici, per legare ogni incremento reale delle retribuzioni degli insegnanti a livello e dinamica della preparazione scolastica degli allievi. (accidenti.. Lambertino vuol proprio far far incazzare la sinistra radicale: ma come pensa di poter convincere Diliberto ad attuare un sistema meritocratico???)
- Riduzione da 45 a 15 giorni della sospensione feriale dei termini processuali. (in effetti vien da chiedersi il motivo per il quale ad agosto occorra versare regolarmente imposte, tasse, multe, sanzioni ed in questo stesso periodo lo Stato non dispensi gustizia istituendo i «tribunali estivi». Sarà perchè tutti vogliono andare in ferie ad agosto? giudici e cancellieri inclusi? In tutta sincerità non so a quanto possa servire... però un tentativo lo si potrebbe anche fare)
- ridimensionamento del ruolo della politica nella gestione della sanità pubblica. (altro nodo decisamente ostico alla sinistra radicale. chissà che ne salterà fuori)
- Lamberto Dini e Natale D'Amico concludono la loro lettera comunicando che sono «pronti a sostenere un governo che si impegni a realizzare questo programma minimo. Se sarà espressione dell'attuale maggioranza, bene. Ma chiediamo una risposta chiara, senza ambiguità, al più tardi al momento della verifica prevista per metà gennaio.»
- E Romano Prodi, Presidente del Consiglio di un paese allo sfascio, dopo una mattinata trascorsa sciando, mentre rientra in albergo, ai gironalisti risponde: «Dini? Sono tutti spunti di riflessione, suggerimenti di cui terremo conto. Abbiamo una serie di riflessioni già compiute, che metteremo a confronto. Ma non è che una verifica al giorno tolga i problemi di torno.»
A prescindere dalle ideologie politiche di ognuno di noi spettatori impotenti (e anche pecoroni) ritengo che alcune considerazioni generali sia il caso di farle:
- come si fa a qualificare come «spunti di riflessione» i contenuti di un vero e proprio dictat?
- chi pensa che io mini-programma di Dini sia conciliabile con la sinistra radicale?
L'idea che un 5% dei lavoratori pubblici venga indiscriminatamente mandato a casa a me personalmente non piace granché. Così come non mi piace l'idea di mandare a casa tutti coloro che lavorino alle province. Però al tempo stesso penso che sia ora di togliersi il prosciutto dagli occhi: i parametri imposti dall'UE non consentono ulteriori indebitamenti. Questo significa che se l'apparato statale costa troppo non si può continuare a mantenerlo. E' necessario che costi di meno. E deve costare di meno non per una singola finanziaria (grazie a tesoretti, privatizzazioni ed entrate straordinarie) ma deve costare meno da un certo punto in avanti.
Ci sono volte che penso che alcune regole di base molto banali siano di difficile comprensione per i politici: una famiglia se calibra le proprie spese in funzione delle entrate. Eventualmente talvolta si affida ad entrate straordinarie . Talvolta ricorre al credito per ripartire su più anni le spese più grosse. Ma fondamentalmente calibra le uscite in funzione delle entrate.
Lo stato italiano invece calibra le entrate sulle uscite: quanto ci serve? x milioni di euro. Bene, un tot dalle tasse esistenti, un tot alieniamo, un tot emettiamo bot e il tot che manca? mettiamo nuove tasse!!!
La finanziaria annuale non è altro che questo, spermi qua e spremi la per coprire i conti dello stato.
Ah no. Scusate. Di tanto in tanto si sospendono i rimborsi che lo stato deve ai contribuenti. Di tanto in tanto taglia i fondi per pagare agenti di polizia e carabinieri. Di tanto in tanto riduce le parcelle per le consulenze.
Ma decisioni serie e durature mai.
Mai che pensino ad una riduzione dei loro stipendi e dei loro privilegi.
E perché devono maturare il diritto alla pensione prima degli altri?
E quand'è che lo stato inizia a tagliare i rami morti, chiudere le strutture inutili?
Buon 2008 a tutti



































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